Scicli, nasce la biblioteca per i bambini del Convento

Scicli, nasce la biblioteca per i bambini del Convento

È stata inaugurata ieri all’interno del Convento del Rosario la struttura che ospiterà i volumi consigliati da grandi scrittori. «La lettura può salvare questi bambini e aprire mondi che non conoscono», spiega l’organizzatrice Antonella Ferrera. L’iniziativa nasce a margine del premio letterario Goliarda Sapienza.

Da Roma a Scicli per portare i primi cento libri della piccola biblioteca che è stata inaugurata ieri, martedì 30 maggio, all’interno del Convento del Rosario, dove ogni giorno vengono accolti una sessantina e più di bambini dai 4 ai 16 anni che vivono in condizioni di disagio. Sono figli di detenuti, tossicodipendenti e immigrati o più semplicemente di gente povera che non può assicurare loro un futuro. «Sarebbero bambini abbandonati a se stessi, destinati al cento per cento agli istituti penali minorili se non ci fossero i volontari che con un furgoncino li vanno a prendere a casa, nelle campagne e nelle periferie, per accompagnarli a scuola la mattina e in convento a mangiare e fare i compiti nel pomeriggio», spiega Antonella Ferrera, organizzatrice del premio letterario Goliarda Sapienza, di cui l’apertura della biblioteca rappresenta una delle iniziative collaterali.

«Vengo spesso in Sicilia, soprattutto nel Ragusano, e quando ho scoperto la realtà del convento di Scicli ho proposto di devolvere a loro i proventi dell’ultima edizione del premio, che si è tenuta lo scorso novembre», continua Ferrera, che annuncia una nuova edizione del concorso letterario ricca di novità volte ad alimentare ancora di più la cultura, che rappresenta il primo passo verso quella «cultura della legalità» promossa dall’iniziativa che finora ha visto partecipare da tutta Italia ogni anno circa 500 detenuti tra adulti e minori, per un totale di circa tremila racconti inediti di carattere autobiografico in sei edizioni.

«Attraverso i libri, questi bambini possono entrare in contatto con mondi diversi dalla loro realtà, la lettura li può aiutare perché li fa sognare, evadere, conoscere ciò che non conoscono, un mondo che non immaginano neanche». Oltre a una decina tra film e cartoni animati che i ragazzi possono guardare dopo i compiti o nel tempo libero nella biblioteca ci saranno tanti libri, scelti ad hoc per le varie fasce d’età e consigliati da grandi scrittori che vestono i panni di tutor al premio Goliarda Sapienza.

Da Dacia Maraini arriva il suggerimento sul libro di Simona Dolce La mia vita all’ombra del mare, che racconta la vita di Padre Puglisi ai bambini. Erri De Luca invece propone Il barone di Monthausen e Il piccolo principe, classici immancabili in qualunque biblioteca. Con Geronimo Stilton e vari fumetti, Pino Corrias punta invece su un genere più leggero, segnalando però anche Le favole al telefono di Gianni Rodari, Le cosmicomiche di Italo Calvino, Zanna Bianca di Jack London, Il cacciatore di aquiloni dello scrittore statunitense di origine afgana Khaled Hosseini, mentre Bianca Stancanelli, giornalista impegnata sul tema dell’antimafia, sceglie Un bene al mondo di Andrea Bajani e Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda.

Ma i titoli non finiscono qui. All’inaugurazione del 30 maggio, infatti, molti hanno portato un libro, anche usato, da aggiungere alla biblioteca che nel tempo va alimentata con incontri di scrittori e iniziative per coinvolgere la città. Prima fra tutti Gabriella Portelli, deus ex machina dell’iniziativa di Scicli e coordinatrice insieme alle suore domenicane del Sacro cuore di Gesù del centro diurno per minori del Rosario, attivo dal 1992. «Prima si lavorava con gli operatori sociali, oggi  vengono volontari che sostengono le attività con il cuore».

Le spese per i pasti e la benzina vengono affrontate grazie a un benefattore privato, uno sciclitano che vive all’estero e ogni mese pensa all’associazione, oltre ai piccoli contributi dei concittadini. «Un bambino che vive in situazioni di disagio e violenza ha bisogno non solo di mangiare e studiare, ma anche del supporto di psicologi ed educatori, che insegnano ai più piccoli a distinguere il bene dal male». La biblioteca rappresenta per gli abitanti del quartiere non solo uno spazio di socializzazione, ma un’opportunità di conoscere cose nuove, a cominciare da se stessi. «Chi legge ha una marcia in più – conclude Gabriella – ed è bello scoprire il mondo attraverso un libro».