La città di Piazza Armerina è famosa per il ricorrente Palio dei Normanni, ma soprattutto per i suoi meravigliosi mosaici.

La sua connotazione di città d’arte la rende nota come la “Città dei mosaici”. Sorge a 700 metri d’altezza sul livello del mare ed è uno splendido borgo con elementi medievali, barocchi e normanni. Nel IV secolo venne costruita la Villa romana del Casale, il palazzo che dal 1997 è stato dichiarato ufficialmente Patrimonio dell’Umanità.

Oggi resistono i resti dell’antica Villa del Casale, divisa in quattro parti e al cui interno viene ospitata una maestosa collezione di mosaici. Passando dal cortile esterno per raggiungere il vestibolo, si nota subito l’antica pavimentazione su cui in una parte laterale vi è ancora il mosaico dalla doppia colorazione.

Entrando nel vestibolo la pavimentazione sembra rimasta intatta nel tempo. Nel peristilio si possono ammirare le teste di diverse specie di animali, sono numerose inoltre le figure geometriche utilizzate in tutta la struttura. Sia all’esterno che all’interno si ripetono disegni geometrici che si alternano ad elementi decorativi. Ad esempio, nel vano del “Sacello dei Lari”, troviamo una foglia di edera all’interno di un motivo geometrico, che riprende il culto di Dionisio.

Proseguendo verso gli ambienti probabilmente dedicati al riposo, si trova un mosaico sul pavimento che descrive una scena di difficile interpretazione. Nella scena sei coppie di uomini stanno probabilmente partecipando alla festa in onore di Cerere in attesa delle danze campestri. Nell’altra camera da letto sono rappresentati gli Eroti, le raffigurazioni degli angioletti pescatori che tornano spesso in varie sale della struttura.

Importanti anche le scene di caccia. Nel mosaico della “Piccola Caccia” si trova la raffigurazione di un inseguimento di una volpe da parte di un cacciatore e dei suoi cani, il sacrificio alla dea Diana, fatto da tre uomini che portano in dono un cinghiale e una lepre, un banchetto e un cacciatore che impugna il venabulum, la cattura di tre cervi e la morte di un cinghiale. La “Grande Caccia” percorre un corridoio e le scene rappresentate descrivono più che altro una battuta di cattura della preda. Sette scene in cui si inseguono animali selvatici con armi di caccia.

Un altro mosaico noto è quello delle Fanciulle in bikini, che raffigura dieci donne che praticano esercizi in quella che doveva essere l’antica palestra. Nella sala dell’Airone si trova la figura di un poeta, circondato da tanti uccelli fra i quali spicca la Fenice. Questo disegno si lega a quello di Orfeo che concettualmente rappresentano due figure legate al canto e alla poesia, capaci di purificare lo spirito e combattere il male.

I Mosaici di Piazza Armerina sono una delle eccellenze artistiche del patrimonio culturale siciliano. Un piccolo pezzo di storia che è possibile ammirare ancora oggi.