La storia della Santuzza

La storia della Santuzza

Nel capoluogo siciliano oggi è festa patronale. Tra le strade della sua Palermo torna a Santuzza, amata e venerata da Palermitani e non.

Rosalia era una giovane donna della nobile famiglia dei Sinibaldi vissuta a Palermo nel XII secolo e cresciuta tra la corte e il palazzo del padre.

La leggenda vuole che durante una battuta di caccia, la vita del re Ruggero II fosse in pericolo a causa della presenza di un leone. Sarebbe stato il principe Baldovino a salvare la vita del re, richiedendo  in cambio la mano della bella Rosalia. La notte prima delle nozze, specchiandosi, Rosalia vede riflesso al posto del suo viso l’effigie di Cristo. È il segno che avrebbe dedicato la sua vita alle fede religiosa. Ha solo 15 anni quando abbandona la corte per rifugiarsi prima in un monastero basiliano e poi in una grotta nei possedimenti del padre a Bivona. La grotta diviene presto un luogo di culto e di pellegrinaggio e Rosalia, amando l’eremitaggio, preferisce tornare a Palermo, dove si rifugia in una grotta sul Monte Pellegrino fino alla morte.

Il vero culto per la Santuzza ha tuttavia inizio parecchi secoli dopo. Siamo nel Seicento e Palermo è infestata dalla peste. Il saponaro Vincenzo Bonelli, disperato per la prematura scomparsa della giovane consorte, sale a Monte Pellegrino con l’intenzione di farla finita, ma qui avviene il miracolo. Gli appare Santa Rosalia che gli chiede di pentirsi e di comunicare all’Arcivescovo di Palermo di portare in processione le sue ossa rinvenute nella grotta. La processione avviene e nel momento in cui i fedeli, accorsi numerosissimi, intonano il Te Deum Laudamus, la peste miracolosamente cessa.

Da allora, la Santuzza viene celebrata ogni anno a Luglio. Il 14 è la data del tradizionale Festino: il simulacro viene fatto sfilare lungo Corso Vittorio Emanuele su un carro trionfale fino a raggiungere il Foro Umberto I, dove si assiste a splendidi giochi pirotecnici sul mare; il 15, invece, è il giorno del pellegrinaggio. I Palermitani rinnovano la loro devozione anche il 4 settembre con la tradizionale acchianata al suggestivo Santuario di Monte Pellegrino, in un crescendo di fede, tradizione e un pizzico di folklore.