A Palermo stravince Orlando, ma la bassa affluenza alle urne è un dato allarmante

A Palermo stravince Orlando, ma la bassa affluenza alle urne è un dato allarmante

All’indomani del voto, a più della metà dello spoglio (359 sezioni scrutinate su 600), il professore ha incassato il 46,23 per cento dei voti. Un risultato che, se confermato, lo vedrebbe vittorioso al primo turno, ben oltre la soglia del 40 per cento. A grande distanza, Ferrandelli con 31,33 per cento, e Forello con il 16,24.

Leoluca Orlando si appresta a diventare per la quinta volta il sindaco di Palermo. All’indomani delle elezioni nel capoluogo siciliano, a più della metà dello spoglio (359 sezioni scrutinate su 600), il professore ha incassato il 46,23 per cento dei voti. Un risultato che, se confermato, lo vedrebbe vittorioso al primo turno, ben oltre la soglia del 40 per cento. A grande distanza, si collocano il candidato di centrodestra sostenuto, tra gli altri, da Forza Italia, Fabrizio Ferrandelli con 31,33 per cento, e Ugo Forello del M5s, con il 16,24 per cento delle preferenze. Un grande riconferma per il primo cittadino uscente che fin dai primi minuti, a chiusura delle urne, mette a tacere tutti e rivendica, unicamente sulla base dei primi exit poll, la propria vittoria schiacciante sugli altri candidati.

Una sconfitta a metà per i pentastellati che possono vantarsi comunque di essere la prima forza a Sala della Lapidi: la loro lista ottiene al momento il 13,39 per cento dei consensi, seguiti da Forza Italia (8,74 per cento). Anche se, i palermitani, più che premiare i partiti hanno preferito non votare, facendo registrare un tasso di astensione molto alto: alle urne è andato solo il 52,58 per cento degli aventi diritto.

«Ancora non abbiamo il risultato finale – ha detto ieri notte il professore nella sede del comitato elettorale circondato da sostenitori e pezzi della ormai ex giunta , commentando ancora le prime proiezioni che lo davano al 42 per cento – , mi sembra che comunque siamo messi bene e che i dati che stanno arrivando confermano che forse ce l’abbiamo fatta. Dobbiamo fare altri chilometri per poter raggiungere la perfezione ed efficienza, ma credo che i risultati conseguiti sono stati premiati e ci spingono ad andare avanti: indietro non si torna». Un altro grande risultato di Orlando che, in questa campagna elettorale, è riuscito persino a zittire i partiti, celando i simboli nei manifesti: «Il sindaco non ha partiti, e questa è una vittoria dei palermitani guidati da Orlando. Il Pd ha contribuito facendo un passo indietro».

Nonostante ciò, a cantare vittoria è anche il segretario provinciale del Pd Carmelo Miceli, per il quale «a Palermo si profila una netta vittoria di Leoluca Orlando. Il Partito democratico sostenendolo e ricompattando l’area di centrosinistra ha compiuto una scelta saggia e vincente». A esultare è anche Giusto Catania, assessore uscente della giunta palermitana ed esponente di Sinistra Comune, la lista che ha riunito le esperienze istituzionali e le pratiche della sinistra politica e sociale della città di Palermo: «La conferma di Leoluca Orlando è il miglior viatico per continuare a praticare la trasformazione della città di Palermo: in questi anni abbiamo realizzato un cambiamento radicale che ha prodotto una visione innovativa e un modello partecipato. Queste scelte hanno trovato il consenso dei palermitani».

Molto più dimesso, invece, appare il leader dei Coraggiosi che, probabilmente, non si aspettava questo risultato. In silenzio stampa fino alle tre di notte, Ferrandelli non rilascia dichiarazioni politiche e si limita a commentare i ritardi nello spoglio dei voto: «I presidenti stanno facendo il riconteggio, c’è stata molta confusione ai seggi. Di questo passo, sapremo i risultati martedì. Con dati alla mano, però, qualora dovessero esserci delle anomalie chiederemo il riconteggio». Una debacle che suscita anche lo scherno degli avversari: in un tweet Fausto Raciti, il segretario regionale del Pd, scrive «un caro abbraccio a Ferrandelli, il Micròn di Palermo», con un chiaro riferimento al paragone fatto dallo stesso Ferrandelli con il neo-eletto presidente della Francia Emmanuel Macron.

Ma l’amarezza è grande anche in via Saverio Scrofani, nella sede del comitato elettorale dei grillini. Anche Forello preferisce non rilasciare a caldo commenti dopo le prime proiezioni che lo danno intorno al 15 per cento, un dato assai lontano dalle previsioni. L’unica magra consolazione è la consepevolezza di essere il primo partito a Palermo: «Quasi sicuramente saremo il primo partito – ha detto ieri Forello – Per la prima volta al Consiglio comunale di Palermo ci sarà una rappresentanza folta del Movimento 5 Stelle. Sicuramente abbiamo triplicato o quadruplicato la nostra rappresentanza rispetto a 5 anni fa».

E ora il candidato pentastellato promette battaglia: «All’opposizione saremo molto presenti – ha aggiunto – Il dato preoccupante è che chiunque vincerà avrà una maggioranza frastagliata tra diversi partiti, movimenti e gruppi che avranno difficoltà a governare Palermo». E poi commenta il dato alle urne: «È una dato allarmante che sottolinea un’assoluta disaffezione e mancanza di fiducia dei palermitani nei confronti della politica. Noi abbiamo iniziato un percorso straordinario in cui crediamo, che ha l’obiettivo quello di fare innamorare i palermitani della politica».

Fonte: MeridioNews