A fare la spesa con l’ambulanza. Indagati 27 operatori dell’ospedale di Ribera

A fare la spesa con l’ambulanza. Indagati 27 operatori dell’ospedale di Ribera

La Guardia di Finanza di Sciacca ha chiuso le indagini su quello che definisce «un sistema». Coinvolti medici, infermieri e ausiliari, alcuni di loro anche consiglieri comunali, accusati di truffa, peculato e falso. Per sette di loro è scattata anche la misura cautelare dell’obbligo di firma.

Durante l’orario di servizio c’è chi avrebbe fatto tutt’altro: andare dal parrucchiere, fare la spesa, stare in famiglia. O addirittura andare a comprare frutta a verdura con l’ambulanza del 118. Ci sono anche questi episodi tra le pesanti accuse che la Procura di Agrigento contesta a 27 persone che lavorano all’ospedale F.lli Parlapiano di Ribera. Secondo i finanzieri di Sciacca che hanno svolto le indagini si tratterebbe di un vero e proprio sistema di assenteismo. Sono 27 i dipendenti indagati, per sette di loro è scattata anche la misura cautelare dell’obbligo di firma. Medici, infermieri e ausiliari, che in alcuni casi ricoprono anche la carica di consiglieri comunali in alcuni centri dell’Agrigentino. I reati che gli vengono contestati sono la truffa ai danni di un ente pubblico, ed inoltre in alcuni casi, il peculato, l’interruzione di pubblico servizio e false certificazioni.

L’indagine, denominata Ghost Rider, è partita da un’iniziale attività informativa sull’assenteismo di pubblici dipendenti nella parte occidentale della provincia agrigentina. Da lì è stato presto chiaro che gli approfondimenti si sarebbero dovuti concentrare sull’ospedale di Ribera. Così, dopo sopralluoghi, appostamenti e pedinamenti svolti dalla Finanza, sarebbe emerso un sistema in cui diversi dipendenti avrebbero falsificato l’attestazione della loro presenza sul posto di lavoro, mentre invece si sarebbero dedicati a impegni personali e familiari. Le telecamere hanno immortalato, ad esempio, timbrature cumulative di cartellini. 

Ma gli illeciti più gravi riguarderebbero il personale che avrebbe dovuto effettuare servizio esterno. Alcuni medici incaricati di svolgere le visite fiscali a casa, si sarebbero invece limitati a compilare il referto senza effettuare la visita o, in alcuni casi, senza prendere nessun contatto con il paziente. «In tal modo – sottolinea la Finanza – il medico fiscale, oltre a vanificare la funzione stessa della visita fiscale, maturava indebitamente il diritto alle indennità previste per le visite mediche domiciliari».

Altra grave irregolarità riguarderebbe alcuni addetti al servizio del 118. L’indagine avrebbe rivelato come «interi equipaggi in servizio di pronta reperibilità si allontanassero periodicamente con mezzi propri e addirittura con l’autoambulanza in loro dotazione, per sbrigare faccende in tutto personali, come l’acquisto di frutta e verdura, distogliendo il mezzo e l’equipaggio dal servizio di pronta reperibilità, proprio del 118».

Fonte: MeridioNews